
Pubblicata un' interessante ricerca condotta tra i giovani italiani e britannici dal titolo " Identità in transizione - chi vogliamo essere? "
E' stata appena pubblicata una ricerca sul tema dell'identità condotta su un campione di 200 giovani italiani e britannici.
Un'abstract dei risultati:
" i giovani dei due Paesi avvertono con disappunto l'indebolimento e l'allentamento della propria identità nazionale, di cui ritengono principalmente responsabili la qualità della classe politica (gli italiani) e i forti flussi migratori (ibritannici).
Più fieri di essere europei che italiani, più sospinti verso una dimensione cosmopolita della propria identità, sidescrivono i ragazzi e le ragazze che vivono lungo lo stivale, mentre i loro coetanei d'Oltremanica appaiono molto più legati al senso comunitario della propria nazionalità e la loro proiezione europeista, sia in termini di identità sia di orgoglio, è più contenuta.
Entrambi, pur segnalando i limiti e le fragilità dell'Unione, riconoscono all'Europa di essere la strada del futuro, di avere una maggiore capacità di rispondere alle sfide globali e di essere un buon antidono contro le insufficienze degli stati nazionali.
I ragazzi e le ragazze dei due Paesi raffigurano e raccontano due storie di visione del sé e della propria identità tendenzialmente differenti.
Se la storia, la lingua e i valori civici sono i tratti costitutivi dell'identità britannica, la cultura l'enogastronomia e lo stile di vita vengono riconosciuti come i marcatori dell'essere italiani. I giovani dei due Paesi, infine, rintracciano nella famiglia, nella televisione e nella rete amicale i fattori all'origine del processo di formazione e consolidamento della propria identità, con l'aggiunta del peso e del ruolo della stampa (per i britannici) e di internet (per gli italiani).
I giovani italiani segnalano una complessiva crisi di fiducia nel proprio Paese, denunciano una sostanziale debolezza sistemica delle sue dinamiche e sperano nella spinta propulsiva che può giungere dall'Unione. I britannici, più certi della forza della propria nazione, sembrano, invece, alla ricerca di nuovi paradigmi per comprendere la contemporaneità.
I fattori di mutamento che segnano il racconto fatto dai giovani d'Oltremanica sono: il mutamento del rapporto con la religione, la caduta del ruolo attivo della politica, le trasformazioni nel rapporto con l'ambiente, la diminuzione del senso di appartenenza nazionale. I ragazzi e le ragazze italiane, invece, segnalano il loro disagio per le trasformazioni in corso negli stili di vita, per la crisi di fiducia nel futuro, per la caduta dei valori e del ruolo della famiglia.
Un fattore che accomuna entrambi i due contesti giovanili è la sfiducia nelle istituzioni. Tra gli italiani la fiducia è riposta, ormai, solo nelle forze dell'ordine, nell'esercito e nel Presidente della Repubblica. Per i britannici, in vetta alla classifica, troviamo l'esercito, il sistema scolastico pubblico, le forze dell'ordine e il sistema sanitario pubblico.
I giovani italiani e britannici disegnano, inoltre, un quadro valoriale peculiarmente distinto.
Se i primi, sotto il peso della crisi del sistema Italia, tratteggiano un quadro valoriale legato alle "reti lunghe", al bisogno di sviluppo e trasformazione civica del Paese (i valori più importanti sono l'onestà, il rispetto dell'ambiente, il valore della democrazia e della libertà, il rispetto delle leggi); i secondi affrescano un quadro proiettato sulle "reti corte", sull'importanza della famiglia, dell'amicizia, del sapersi godere la vita.
In vetta al quadro valoriale, per i giovani di entrambi i Paesi c'è, tuttavia, un elemento a forte valenzaevocativa: il rispetto degli altri, il bisogno di una società più giusta e onesta."